VENEZIA - Oggi i nomi dei candidati della Lega alle elezioni regionali saranno ufficializzate e, benché teoricamente la speranza sia l'ultima a morire, per i veneziani i giochi sono fatti: il vicesindaco Andrea Tomaello è tra i candidati mentre Sebastiano Costalonga, compagno di giunta di Tomaello, resterà fuori nonostante le parole spese per lui dal generale Vannacci. O forse, per i maligni, proprio a causa di quell'endorsement pesante e non gradito allo stesso modo all'interno del partito a livello veneto. Costalonga è certamente deluso, ma sa che questa cosa non fermerà in alcun modo il suo impegno.

«Resto ovviamente a disposizione del partito se le scelte sono queste - commenta l'assessore al Commercio - continuo a lavorare per i veneziani nell'ambito della coalizione di centrodestra».

Costalonga si limita dunque a un serafico commento e di una professione di fede nel partito. Ciò che è strano in questa storia è che nonostante gli ottimi rapporti sia con il segretario Matteo Salvini che con il vicesegretario Roberto Vannacci, egli sia rimasto al palo. O forse proprio per le sue frequentazioni importanti. D'altronde, Costalonga ha sempre giocato in alto. Proveniente da Alleanza Nazionale, è stato tra i "soci" fondatori di Fratelli d'Italia, con Raffaele Speranzon e Giorgia Meloni. Dopo un periodo di stallo politico e di attività sindacale in Ugl, fu convinto da Claudio Durigon a rientrare nella politica attiva. Siamo nel 2020 e Durigon lo avvicinò a Massimo Bitonci e ai vertici del Carroccio veneto. Poi il contatto con Salvini, che gli garantì il proprio appoggio nel caso in cui avesse portato tanti voti alle Comunali del 2020 a Venezia. E così fu.