VENEZIA - Per quella rapina avevano bisogno di un mezzo per la fuga e quindi avevano pensato bene di rubarlo. Ironia della sorte, però, Loris Trabujo, uno dei principali imputati nel processo alla mala del Tronchetto, quello scooter non l'aveva sottratto a una persona qualunque, ma al figlio di uno degli ex colonnelli di Felice Maniero, Giovanni Paggiarin.
È uno dei tanti elementi emersi ieri durante la deposizione del colonnello Enrico Risottino, allora alla guida della sezione del Ros che aveva indagato sugli affari del gruppo capitanato da Trabujo e Gilberto Boatto, nell'udienza del processo d'appello in aula bunker. Sotto la lente dei giudici, la rapina del 3 marzo 2019 al punto Avm di Marghera, commessa da Trabujo. «Le indagini - ha raccontato il colonnello - ci hanno permesso di monitorare l'evento, partendo dal furto del ciclomotore (29 gennaio al parco San Giuliano). Lo scooter rubato apparteneva al figlio di Giovanni Paggiarin, un ex componente della mala del Brenta di Maniero. In un'intercettazione, Trabujo confida a Boatto di aver rubato un motorino, aggiungendo, ridendo: "Sai di chi era? Del figlio di Paggiarin"». Collegati dai carcere di Udine e Torino anche Boatto e Paolo Pattarello, condannati in primo grado rispettivamente a 22 anni e 7 mesi e a 15 anni e 7 mesi di reclusione.






