Chi ha messo la bomba che ha dato alle fiamme l’auto di Sigfrido Ranucci e di sua figlia? È la domanda che si pongono gli inquirenti che indagano e ora c'è una pista albanese sotto attenzione. Il nome su cui si concentra ora l’azione degli agenti che indagano – secondo quanto si legge su Repubblica - è quello di Artur Shehu, 58 anni, imprenditore originario dell'Albania, considerato da varie inchieste una figura di peso della criminalità organizzata del suo Paese.

Shehu vive da anni negli Stati Uniti a Miami, in Florida. La Direzione investigativa antimafia avrebbe ricevuto informazioni da Valona, nel sud dell'Albania, sul suo possibile coinvolgimento nell'esplosione avvenuta il 16 ottobre sotto l'abitazione del conduttore di Report. Servono riscontri e verifiche definitive, ma la vicenda è seguita con attenzione anche dall’aggiunto Ilaria Calò e da sostituto Carlo Villani, magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Roma, insieme ai carabinieri del Nucleo investigativo di Frascati. Il movente? Da ricondurre a una puntata di Report, con un servizio intitolato "(Hot) Spot Albanese", sul progetto dei centri per migranti che l'Italia ha realizzato in Albania, a Shëngjin e Gjadër, nell'ambito dell'accordo siglato tra i governi di Roma e Tirana. Il nome di Shehu compare in più passaggi e l’intreccio tocca la politica e le istituzioni albanesi. Senza giri di parole Shehu, secondo Report, viene descritto come un importante narcotrafficante, già citato in indagini internazionali per presunti legami con Cosa Nostra e con la Sacra Corona Unita.