Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

21 OTTOBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 16:11

Se nel criticare il NO di Jannik Sinner alle fasi finali della Coppa Davis a Bologna si tirano in ballo il suo luogo di nascita (San Candido, Alta Pusteria), la lingua in cui probabilmente si esprime meglio (il tedesco) e il paese nel quale ha scelto il domicilio fiscale (Montecarlo), si sceglie una strada sbagliata. Sinner va criticato nel merito della sua decisione: tempi, modi, il contesto, il detto e il non detto.

Sostiene il partito che in queste ore ha difeso, o in ogni caso sta cercando di giustificare la posizione del tennista numero 2 al mondo, che il NO alla Davis era annunciato e qualcuno lo aveva già anticipato. I fatti ci dicono che l’ufficializzazione è arrivata il 20 ottobre, un mese esatto prima dello svolgimento della Final 8 all’Unipol Arena di Bologna. La macchina organizzativa è in moto da diversi mesi e per chi sta lavorando alla riuscita dell’evento, dalla federazione all’ultimo dei volontari, non è stata una bella notizia. E’ stato uno schiaffo in faccia. Il primo di questa vicenda.