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Ultimo aggiornamento: 15:52
Questa volta non avrei voluto difendere Jannik Sinner. Perché la sua scelta di rinunciare alla Coppa Davis non mi sembra così ponderata come in altre occasioni (poi mi spiegherò meglio). Ma mi tocca farlo dopo aver letto le ragioni di chi attacca Sinner per la sua decisione o gli chiede di ripensarci. La Gazzetta dello Sport ci titola a tutta pagina, “Sinner ripensaci”. Ma come? Non hanno imparato la lezione? Eppure sono passati giusto due anni: era settembre 2023 e la rosea definiva un “caso nazionale” la rinuncia dell’altoatesino a giocare la Davis. Lui provò timidamente a spiegare che avevano bisogno di allenarsi, ma in pochi (noi sì) lo presero sul serio. Ebbene, proprio dopo quel riposo cominciò l’ascesa di Sinner fino al trono del tennis, con la vittoria di 4 Slam e pure di due Insalatiere con l’Italia nei 24 mesi successivi. Tutti trionfi celebrati con grande enfasi dalla stampa nazionale, che ha subito completato il voltafaccia e lo ha eretto a eroe sportivo e morale. Sinner è perfetto in ogni cosa, hanno scritto. Testimonial di tutto, anche dei volontari delle Olimpiadi di Milano-Cortina. Invece è solo un tennista di 24 anni che vuole essere il più forte di tutti nel suo sport e sceglie sempre la strada che ritiene migliore per raggiungere questo obiettivo.















