Quando ammazzano una donna, ci crediamo estranei al fatto. Noi che non abbiamo mai picchiato le donne siamo sicuri di non aver mai fatto battute grevi sul loro conto?
Genova, una manifestazione di uomini contro la violenza sulle donne (archivio, Fornetti)
Oggi alle 17,30 a Genova, in piazza De Ferrari, si terrà un flash mob di uomini (nel senso di maschi) che vogliono dire basta alla violenza contro le donne. L'ha organizzato White Dove, un'associazione fondata dallo psicologo Arturo Sica, ed è sostenuto da Regione e Comune. Sarebbe bello invitare tutti ad andarci: ma mi rendo conto che, tra noi maschi, si fa ancora fatica.
Infatti. Quando ammazzano una donna, ci crediamo estranei al fatto. «Io non ne ho mai picchiata una e mai ne picchierei», ci diciamo. Ed è sicuramente vero. Quindi, non è un problema nostro.
Eppure quello che i promotori del flash mob vogliono dire è proprio che «è un problema nostro». L'idea di essere padroni di una donna, infatti, entra subdolamente nel nostro fare e pensare quotidiano, ci entra perché è radicato da secoli. Si fa un gran ridere sulla declinazione di certi vocaboli che definiscono un mestiere: sindaca, avvocata, magistrata, questora, prefetta, architetta, ingegnera. Ma non si riflette sul fatto che, al contrario, nessuno ride se sente dire cameriera, sarta, infermiera, mondina, portinaia, cuoca. Sarà forse perché quei mestieri sono da sempre considerati umili?







