Diletta Berardinelli, la nuova garante dei detenuti di Torino, esulta per la decisione del carcere di Torino, il Lorusso e Cutugno, di allestire la prima stanza dell’amore per i detenuti. «Le stanze dell’affettività – dice – non rappresentano un privilegio, ma un diritto umano fondamentale riconosciuto anche dalle istituzioni europee e dalle più recenti raccomandazioni». Non aspetta nemmeno che apra il 1 novembre, ma guarda già oltre: «Mi auguro che possa essere il primo di molti interventi volti a creare spazi più ampi, come già avviene in altri Paesi europei, che non dedicano solo una stanza a questo diritto ma dove l’affettività è riconosciuta e valorizzata in tutte le sue dimensioni, anche attraverso il mantenimento dei legami familiari». Insomma, nella sfera dell’affettività non possono essere riconosciuti solo gli incontri intimi. Ma è un inizio.

Torino prima fra le grandi carceri

Torino è la prima delle grandi case circondariali d’Italia a dotarsi della cosiddetta «stanza dell’amore», dopo la pronuncia della Consulta che afferma il diritto dei detenuti ad avere la possibilità di incontri in intimità. Nascerà all’interno del Padiglione E, ribattezzato sezione «Arcobaleno», deputato a ospitare le persone detenute in semilibertà e i lavoranti. Avrà un arredo essenziale, un bagno e un letto, realizzato dagli stessi detenuti.