«Il CPR a volte è molto peggio di un carcere». Non usa mezzi termini Diletta Berardinelli, nuova Garante dei diritti delle persone private della libertà personale di Torino, insediata da pochi mesi. È quanto afferma al termine del sopralluogo effettuato oggi alle 15.45 nel Centro di Permanenza per i Rimpatri, insieme al sindaco Stefano Lo Russo. «Almeno in un istituto penitenziario – aggiunge – esistono attività. Qui invece ci sono persone che trascorrono fino a tre mesi senza alcuno stimolo. Non è così che si affrontano i flussi migratori: la libera circolazione per motivi economici non può essere trattata come un reato».

Monitoraggio caso per caso

Dalla riapertura della struttura si registrano circa 360 ingressi, 200 dimissioni e appena 40 rimpatri. «Dati che mostrano l’enorme impiego di risorse», osserva la Garante, ricordando che, nonostante gli sforzi dei gestori, il centro «resta una struttura indecorosa che annienta la dignità umana». Berardinelli ha avviato un monitoraggio caso per caso: «Valuto le singole situazioni per capire come intervenire, considerando la storia personale e gli aspetti amministrativi e giuridici, così da evitare che restino trattenute persone che non dovrebbero esserlo».