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Ieri il primo dei due concerti milanesi tra musica, arte e letteratura. In platea Donatella Versace e Elodie. Trenta brani e trenta ballerini in scena, il concerto è un lungo kolossal fin troppo complesso. Ma molto superiore alla media

Però si capisce subito. Quando Lady Gaga qui al Forum di Assago arriva a bordo di una enorme crinolina scarlatta che si apre mostrando una gabbia piena di ballerini, ecco lì, in quel preciso momento, si capisce che questo è uno degli spettacoli più sontuosi mai portati in giro per il mondo, una sorta di opera pop che non è un semplice concerto ma neppure un musical o un kolossal, è una sorta di tragedia greca e vitale, una scintilla scenografica che mette in scena il dualismo di tutti noi, la polarità degli animi, l'eterno scontro tra la luce e il buio. È uno show lungo, quello di Lady Gaga (iniziato con oltre 40 minuti di ritardo), trenta canzoni e una conclusione spettacolare da Bloody Mary fino a How bad do u want me cantata dal camerino, smontando anche qui uno dei rituali più comuni del pop live, ossia i baci e abbracci finali del protagonista in piedi sul palco mentre le luci si accendono (e in platea ci sono Donatella Versace, Stefano Di Martino, Elodie e Mahmood).