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L’artista convince 45mila spettatori con uno show internazionale. Un atto di coraggio raro nel nostro pop
Poi a un certo punto, sarà stato il terzo o quarto brano, Elodie ha guardato il pubblico e ha finalmente realizzato che sì, era a San Siro con 45mila persone davanti, e si stava giocando la più grande scommessa della vita. Fare l’«upgrade». Diventare la prima popstar italiana a giocare nel ruolo di quelle americane con un palco monstre, una scaletta articolata, una «narrazione», come si dice oggi malamente, che fosse in grado di spiegare e spiegarsi, entusiasmare ma pure suscitare qualche pensiero senza turbare gli altri. Non era semplice e, diciamola tutta, non tutti ci credevano perché si è sempre meno abituati alle grandi scommesse.
E invece domenica sera Elodie a San Siro (bis giovedì 12 al Maradona di Napoli) ha fatto lo show che vale il biglietto nel quale anche il più microscopico dei dettagli era al posto giusto nel momento giusto. La scaletta, all’apparenza sterminata, si è diluita bene in quattro atti (Audace, Galattica, Erotica e Magnetica) più una introduzione, i bis e il dj set di Nina Kraviz. E anche la scelta di far entrare Achille Lauro e Gianna Nannini a stretto giro, ossia uno prima dell’altra in rapida sequenza, è stata vincente ( Folle città e






