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La cantante debutta in un San Siro tutto esaurito. Con uno show curatissimo
Se un concerto finisce con Ligabue nei bis, vuol dire che prima c'è stata la qualunque, ossia è stato un concerto spettacolare. E in effetti Elisa ieri sera a San Siro ha messo insieme non solo un evento ad alta sostenibilità ma pure una festa ad alta musicalità, qualcosa che obiettivamente non è così comune vedere. Intanto il concerto era sold out, San Siro era pieno (54mila spettatori), un sold out vero in questo periodo in cui si parla tanto, magari qualche volta si straparla, di concerti gonfiati e ingressi sottocosto come se fosse una novità degli ultimi tempi e, soprattutto, come se il vero problema fosse solo la scarsità di biglietti venduti e non anche l'abbondanza di posti da riempire (si sono mai visti tanti concerti in posti così grandi in così poco tempo? Mai sottovalutare il portafoglio del pubblico).
E poi è stato uno show unico, quindi sganciato dalla ripetitività delle tournèe. Al centro del palco c'è una struttura in legno con sei grandi fiori e un "half pipe", cioè un mezzotubo, la rampa a forma di U utilizzata negli sport freestyle come lo skateboard, e difatti in cinque brani, compreso il medley di A tempo perso, It is what it, Is cure me e Neon, il palco è attraversato da skaters.






