Caro Aboubakar Soumahoro, caro onorevole dei suoi stivali (infangati), le scrivo questa cartolina per ringraziarla di aver lanciato finalmente uno slogan nuovo sul tema dell’immigrazione.
Era il più veloce di tutti gli altri aeroplani ma anche il più brutto. Il suo segreto? Che era esso stesso un segreto. E lo rimase fino agli anni Settanta








