È morto mentre stava lavorando come autista, a 65 anni. Era a un mese dalla pensione, abitava a Firenze, ma era nato a Roma. È stato ucciso da un gruppo di giovani teppisti che ha teso un agguato a colpi di mattoni e pietre a un pullman della tifoseria avversaria di basket di serie A2. Sul bus, noleggiato da una società fiorentina, c’erano quelli della squadra dell’Estra Pistoia, gli aggressori probabilmente sono di Rieti.

Al PalaSojourner, lo storico palasport della cittadina laziale si era appena conclusa la partita tra i due team. Gli aggressori hanno agito sulla superstrada che collega Rieti a Terni, dove le forze dell’ordine che scortavano il pullman della Baraonda Biancorossa (il nome del gruppo organizzato pistoiese) stavano per terminare il servizio di scorta. All’improvviso, dall’oscurità, sono partite pietre e mattoni, uno ha sfondato il vetro laterale del mezzo e ha colpito la carotide dell’uomo, che in quel momento non stava guidando, era l’autista di scorta. Il collega si è salvato per miracolo, perché dal suo lato un’altra pietra non ha mandato in frantumi il parabrezza. La vittima, autista esperto, non aveva mai lavorato per una trasferta di tifosi del basket: era la sua prima volta.