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Negli Stati Uniti sabato ci sono state grandi proteste contro il presidente Donald Trump e il modo autoritario in cui sta utilizzando il proprio incarico, sotto lo slogan No Kings, ovvero Nessun re. Ci sono state manifestazioni in tutti gli stati, con cortei e iniziative in circa 2.600 città: quelle più grandi a Washington, D.C. (la capitale del paese), New York, Atlanta, San Francisco e Chicago. In varie città europee ci sono state manifestazioni di sostegno (anche in Italia, per esempio a Roma e Firenze).

È complicato avere una stima accurata di quante persone abbiano partecipato, soprattutto perché le proteste erano organizzate da più movimenti e associazioni progressiste, non da un unico ente. A giugno, quando c’erano state proteste simili, avevano partecipato tra i 2 e 4,8 milioni di persone, e secondo i giornali statunitensi la dimensione è stata simile.

Diversi politici del Partito Democratico hanno preso parte alle proteste e in alcuni casi hanno tenuto discorsi: per esempio Ken Martin, il presidente del partito, era a Montclair, nel New Jersey. Il senatore Bernie Sanders ha partecipato alla manifestazione di Washington D.C.

Le proteste sono state per lo più senza incidenti e si sono svolte in un clima festoso. Molti manifestanti avevano scritte e cartelli contro Donald Trump, e tanti indossavano costumi gonfiabili di animali o personaggi dei cartoni animati: hanno spiegato che in questo modo volevano rendere chiaro che non rappresentavano una minaccia, dopo che Trump e molte persone nella sua amministrazione nei mesi scorsi avevano accusato i loro oppositori di essere violenti estremisti, in particolare dopo l’uccisione dell’attivista di destra Charlie Kirk il 10 settembre.