L'intesa siglata negli ultimi giorni a Tokyo getta nuovamente le basi per quel cambiamento epocale nella politica giapponese, già preannunciato con l'elezione di Sanae Takaichi a presidente del Partito liberal-democratico (Ldp), alla guida del governo.
La svolta è arrivata lo scorso venerdì, durante i colloqui decisivi tra Takaichi e Fumitake Fujita, co-leader dell'opposizione Nippon Ishin (Partito dell'innovazione giapponese), in cui le due parti hanno concordato di formare una alleanza.
L'accordo di base per un governo di coalizione ha portato Ishin a ritirarsi dai negoziati per un'alternativa con le principali forze di opposizione, e con la imminente sessione straordinaria della Dieta fissata per il 21 ottobre, l'elezione di Takaichi - che la renderebbe la prima donna premier del Giappone - appare ormai inevitabile.
La mossa, dicono gli analisti, segna un cambiamento di direzione nella politica multipartitica del Sol Levante, dopo l'uscita della forza centrista Komeito, di ispirazione buddista, dalla sua alleanza ventennale con il partito conservatore.
Funzionari delle due parti hanno assicurato che l'Ldp si impegnerà a realizzare le proposte di Ishin, tra le quali l'azzeramento dell'aliquota dell'imposta sul consumo sui generi alimentari, attualmente fino al 10%, e l'abolizione delle donazioni da parte di aziende e organizzazioni ai politici.






