L’agenzia di rating Dbrs Morningstar ha alzato il suo giudizio sull’Italia portandolo venerdì in tarda serata da BBB high ad A low, con outlook stabile. Il gradino A low corrisponde all’A- delle due sorelle maggiori S&P e Fitch e all’A3 della particolare scala di valutazione della terza principale agenzia internazionale, Moody’s. Dbrs è la prima società di rating a promuovere l’Italia al rango A, perché S&P e Fitch ci assegnano ancora un voto di un gradino inferiore, cioè BBB+, pur avendo esse già promosso entrambe l’Italia nel corso di quest’anno, elevandola dal precedente BBB. Mentre l’attuale giudizio di Moody’s, che dovrà esprimersi sul nostro debito sovrano il prossimo 21 novembre, appare ormai completamente obsoleto, essendo fermo a uno striminzito BAA3, ben tre gradini sotto la nuova valutazione di Dbrs e due gradini sotto quelle di S&P e Fitch.
Dbrs ha avuto la coerenza mancata una settimana prima a S&P, che forse non se l’è sentita di promuoverci per due volte nello stesso anno, di riportare finalmente l’Italia tra le nazioni di rango A, dopo che tutti i fattori di giudizio, dai conti pubblici in ordine al florido stato di salute delle nostre banche, dalla forza del commercio estero alla stabilità politica, per non parlare dello stesso giudizio dei mercati, con lo spread in forte calo, da tempo indicavano ormai che l’Italia una simile promozione la meritava in pieno. Il governo Meloni e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti raccolgono il frutto del lavoro fatto negli ultimi tre anni, dando continuità ad un percorso di credibilità e di disciplina fiscale avviato autorevolmente già da Mario Draghi con il suo precedente esecutivo.









