L’Italia sale di grado. DBRS Morningstar ha alzato il rating sovrano della Repubblica italiana a A (low) da BBB (high), con prospettiva stabile. Si tratta del primo upgrade dal 2017 e riflette, spiega l’agenzia, «la riduzione delle vulnerabilità nel settore bancario, il miglioramento della posizione esterna e la prospettiva di un consolidamento fiscale credibile». Le valutazioni di breve periodo restano confermate a R-1 (low). Positivo il commento del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti: «È il frutto del lavoro costante di questi tre anni di governo, l’Italia torna in serie A con grande orgoglio».
«La resilienza del sistema economico e bancario è aumentata in modo significativo», scrive DBRS, sottolineando che la solidità dei conti esterni e il miglioramento della qualità degli attivi bancari «hanno ridotto in modo strutturale i punti di debolezza». L’Italia, prosegue il rapporto, «è sulla buona strada per registrare due anni consecutivi di risultati fiscali migliori delle attese grazie a una raccolta di entrate strutturalmente più forte e a un controllo della spesa più rigoroso». L’upgrade giunge dopo otto anni di rating invariato e in un contesto macroeconomico incerto. DBRS riconosce che la crescita è destinata a rallentare — lo 0,5% nel 2025 secondo le stime governative — ma ritiene che «la stabilità e la credibilità dell’attuale governo rafforzino la fiducia nella sostenibilità del debito». L’economia italiana, pur alle prese con demografia sfavorevole e produttività debole, «rimane ampia, diversificata e resiliente, con uno dei più bassi livelli di indebitamento privato tra i Paesi avanzati».







