Dimostrazioni in strada non se ne vedono né in Italia né in Europa, e quelle che si vedono sono sempre e comunque rivolte contro Israele. Lo stesso dicasi per le occupazioni delle aule scolastiche, universitarie o delle proteste contro eventi culturali o sportivi. Mercoledì notte, decine di manifestanti si sono riuniti fuori dalla Carnegie Hall di New York per manifestare contro un’esibizione dell’Orchestra Filarmonica israeliana. Eppure, nella Striscia di Gaza è in corso una mattanza di palestinesi e non per mano israeliana: 300 sarebbero quelli rimasti uccisi dall’inizio della settimana, da quando, cioè le Israeli Defense Forces (Idf) sono arretrate, riposizionandosi sulla linea gialla indicata nel piano di pace di Donald Trump. A uccidere così tante persone in poche ore nell’indifferenza dell’Occidente sono stati i tagliagole di Hamas.
Appena si è allentata la pressione israeliana, i terroristi islamici sono tornati a presidiare le strade e i mercati eliminando con esecuzioni sommarie decine e decine di oppositori presunti e reali. Clan rivali, milizie armate indipendenti, gruppi non islamici: tutti tacciati di “collaborazionismo” con Israele e per cui passabili di morte immediata. Sul web circolano i filmati delle squadracce di Hamas che, armate di mitra, scendono in gruppo dai pick-up per portare a termine le loro missioni di morte. Alcuni più fortunati non vengono uccisi ma “solo” pestati con il calcio dei fucili.








