"Abbiamo notato la sovra-performance notevole dell'Italia sul deficit lo scorso anno, secondo i dati anche quest'anno sarà migliore delle attese, è fantastico". Dietro le parole di Alfred Kammer, direttore del dipartimento europeo del Fmi, nel corso della presentazione nel suo Regional Economic Outlook per l'Europa c’è anche un piccolo retroscena che ha coinvolto il ministro Giancarlo Giorgetti nella sua breve trasferta per il tradizionale meeting d’autunno del Fondo Monetario mentre in Italia si completava la struttura della manovra . "Avrete visto che la nostra previsione per quest'anno era di un deficit del 3,3% del Pil, mentre secondo le autorità italiane sarà del 3,0% - ha aggiunto - una volta aggiornate le nostre previsioni ne terremo pienamente conto”
Kammer (Fmi): “In Europa, tariffe interne del 44% serve lo zar delle riforme”
dal nostro inviato Paolo Mastrolilli
Il fiscal monitor
Tutto nasce dal documento “Fiscal monitor” che il Fondo Monetario Internazionale ha pubblicato mercoledì scorso in cui effettivamente la stima il rapporto tra deficit e Pil dell’Italia è al 3,3% quest’anno (in calo da -3,4%) e al 2,8% dal 2026 prevedendo che resterà sotto la soglia del 3% anche negli anni successivi. Arrivato a Washington Giorgetti ha incontrato Daniel Katz, fresco (è in carica dal 5 ottobre) primo vicedirettore dell’Fmi per confermargli che l’Italia, come invece emerge dai documenti inviati all’Europa e in Parlamento propedeutici alla legge di bilancio, già a fine anno chiuderà al 3%, anche per uscire dalla procedura per deficit eccessivo aperta con Bruxelles. Chiarimento accettato dai tecnici del Fondo, come poi le parole di Kammer hanno specificato










