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Per Zelensky il tour statunitense rappresenta già un successo tattico: ha portato la causa ucraina al centro dell’attenzione industriale americana e ha creato nuovi interlocutori oltre la politica

Il viaggio di Volodymyr Zelensky negli Stati Uniti, culminato nell’incontro di oggi con Donald Trump, è molto più di una visita bilaterale. È stato il primo atto di una nuova fase della guerra in Ucraina. "Anche noi abbiamo bisogno dei Tomahawk, non vogliamo dare via cose che servono anche per la nostra difesa", ha detto Trump nell'incontro alla Casa Bianca pur mostrandosi lievemente possibilista sul sostegno ulteriore a Kiev. Ricevendo Zelensky, infatti, Trump ha dichiarato che spera che la guerra finisca senza che l'Ucraina abbia bisogno dei missili Tomahawk.

Negli incontri che hanno preceduto il vertice con Trump, Zelensky e i suoi emissari hanno incontrato i vertici di Lockheed Martin e Raytheon, i due maggiori produttori di sistemi missilistici e di difesa aerea degli Stati Uniti. Secondo quanto riportato da Politico, la delegazione ucraina ha discusso “progetti di cooperazione industriale e linee di fornitura” per sistemi Patriot, NASAMS e F-16, con l’obiettivo di stabilire una filiera di manutenzione e produzione condivisa in territorio ucraino.