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Dopo il terremoto seguito alle dimissioni di Yermak, il presidente punta sul profilo duro e pragmatico del leader tartaro di Crimea per guidare una nuova fase dei negoziati
Rustem Umerov emerge in queste ore come una delle figure più rilevanti della leadership ucraina. La sua nomina a nuovo capo della delegazione per i negoziati negli Stati Uniti sancisce un cambio di fase tanto nella strategia di Kiev quanto nel modo in cui il presidente Volodymyr Zelensky intende presentarsi ai suoi alleati internazionali. La decisione arriva all’indomani delle dimissioni di Andriy Yermak, il potentissimo capo di gabinetto presidenziale, travolto dalla perquisizione della sua abitazione nell’ambito di un’indagine anticorruzione che ha scosso il vertice politico ucraino.
In questo vuoto improvviso, Zelensky ha scelto un uomo di assoluta fiducia, che negli ultimi anni ha scalato rapidamente i centri nevralgici del potere. Umerov — politico, imprenditore, e figura chiave del movimento dei tatari di Crimea — negli ultimi anni ha ricoperto incarichi sempre più delicati: prima parlamentare, poi capo del Fondo demaniale e, dal 2023, ministro della Difesa. È un profilo atipico nel panorama ucraino: formato tra diplomazia, intelligence e gestione della sicurezza, dotato di una rete internazionale solida e con una biografia segnata dall’esperienza storica del popolo tataro deportato dall’Unione Sovietica. Il suo percorso lo ha portato, nel luglio 2025, a diventare segretario del Consiglio per la Sicurezza Nazionale e la Difesa, una posizione che già lo poneva al centro delle scelte strategiche del Paese.






