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Nuova giravolta del presidente Usa su Zelensky: "È un venditore, stop ai soldi per Kiev". Ma sull'Ucraina ha cambiato spesso opinione. Come dimostrano le promesse di pace e gli stop-and-go delle armi
A dieci giorni dal vertice di Anchorage, la guerra in Ucraina resta al centro del dibattito internazionale tra diplomazia, aiuti e tensioni evidenti. Nello Studio Ovale, Donald Trump ha raccontato di aver “riparlato con Putin”: un colloquio che ha definito “buono”, aggiungendo con freddezza che “Putin non vuole incontrare Zelensky perché non gli piace”. L’ultima dichiarazione di Washington sembra racchiudere lo spirito di questi mesi: “Non spendiamo più alcun soldo per l’Ucraina, noi trattiamo con la Nato e non con l’Ucraina”, ha detto Trump, specificando che non sono state discusse garanzie specifiche per Kiev, ma che gli USA “saranno in campo per questo”. Ma soprattutto, il presidente Usa ha nuovamente definito quello ucraino "il più grande venditore del mondo". Un altro giro di valzer, insomma.






