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L'ennesimo schiaffo del presidente Usa all'Europa: "Paesi in decadenza con leader deboli e confusi". Il leader Ucraino: "Oggi invieremo a Washington il piano di pace rivisto con la Ue"

Doppio appuntamento romano per il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Manifestazioni di protesta sono state segnalate da siti indipendenti nella regione russa di Kursk contro la revoca delle compensazioni per le abitazioni distrutte a seguito dell'incursione delle forze armate ucraine iniziata nell'agosto del 2024. La testata Meduza, citando il canale Telegram locale dell'opposizione Pepel, riporta la notizia dell'arresto di uno dei partecipanti. Dal febbraio 2025, i residenti della regione di Kursk che hanno perso i beni a seguito dell'avanzata in territorio russo delle forze armate ucraine, hanno ricevuto pagamenti mensili di 65 mila rubli (circa 650 euro). Il 6 dicembre, il governatore della regione, Alexander Khinshtein, ha annunciato la revoca dei versamenti mensili a partire dal primo gennaio, spiegando che i fondi sarebbero stati redistribuiti in altro modo, per dare "nuovo impulso" all'economia della regione. "Il governo russo ha deciso di effettuare il pagamento per il mese di dicembre e poi riassegnare i fondi ad altre misure di sostegno per la ripresa e lo sviluppo della regione di Kursk", ha spiegato il governatore sul suo canale Telegram, sottolineando che in un anno erano stati stanziati per le compensazioni oltre 73 miliardi di rubli (oltre 800 milioni di euro). A seguito di una precedente riunione di governo, presieduta dal vice primo ministro Denis Manturov, si era appreso che la regione di Kursk in due anni aveva ricevuto complessivamente oltre 220 miliardi di rubli (quasi 2,5 miliardi di euro) dal bilancio federale. In risposta, ieri i residenti della regione si sono radunati nei pressi dell'edificio dell'amministrazione distrettuale di Sudžanskij e hanno registrato videomessaggi per il governatore della regione e per il presidente Vladimir Putin in cui chiedevano il mantenimento delle indennità. "Le nostre case sono distrutte e saccheggiate, non c'è elettricità né riscaldamento nei villaggi, ci sono droni e mine", hanno dichiarato i residenti, citati da Meduza.