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Gli inviati di Zelensky da Witkoff: "Bene gli sforzi di Trump". Via libera agli aiuti militari Kiev: consegne più rapide. Il Cremlino: "Vertice Putin-Zelensky? Sì, se ben preparato"

Donald Trump rilancia il sostegno all'Ucraina e consolida l'asse tra le due sponde dell'Atlantico a fronte dello stallo sull'ipotesi di un incontro bilaterale tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e quello russo Vladimir Putin, dinanzi ai quali Kiev, di concerto con gli alleati, ha detto di attendere riscontri per il 1° settembre. Scadenza entro la quale "la Russia deve dimostrare volontà e prontezza a partecipare a al summit per porre fine all'invasione dell'Ucraina". Se entro lunedì non vi saranno segnali "questo significherà che Putin si sarà preso gioco del presidente Trump", commenta Emmanuel Macron, come di consueto in cerca di visibilità nella partita negoziale, confermando il suo ruolo di "disturbatore", anziché di facilitatore.

L'amministrazione americana approva intanto la vendita di armamenti destinati a Kiev per il valore di 825 milioni di dollari, il pacchetto include 3.350 missili Eram (gittata 240-400 chilometri), e relative equipaggiamenti Gps per potenziarne le capacità difensive, oltre a componentistica e altri accessori, nonché addestramento e supporto tecnico all'impiego degli armamenti stessi. Il governo ucraino utilizzerà i finanziamenti di alleati Nato come Danimarca, Olanda e Norvegia, oltre ai quello degli Stati Uniti.