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Il Cremlino: "Avanziamo nel Donetsk". La replica: "Disinformazione". Zelensky: "Promessi 20mila missili, Trump li ha inviati in Medioriente"

L'allarme era scattato lo scorso 19 marzo, sottolineato dalle mappe puntuali e precise di DeepState. Eppure Kiev aveva sempre cercato di nascondere la polvere sotto al tappeto della narrazione, sostenendo che la situazione fosse sotto controllo. Ieri, purtroppo, sono arrivati i crismi dell'ufficialità: l'esercito russo ha sfondato nella regione del Dnipropetrovsk, creando di fatto una testa di ponte per un assalto al cuore del Paese. «Le unità della 90esima divisione corazzata hanno raggiunto il confine occidentale del Donetsk e continuano ad avanzare nel Dnipropetrovsk», si legge sul sito del ministero della Difesa russo. Il comandante in capo delle forze Ucraine, Oleksandr Syrskyj, ammette solo a metà la più che probabile debacle delle sue truppe, e su X scrive che «la situazione rimane tesa, ma i nostri soldati difendono con coraggio il loro settore del fronte». Il portavoce dello Stato maggiore ucraino, Andriy Kovalev, si spinge persino oltre e parla di «disinformazione russa». Un video diffuso da Mosca mostra tuttavia un drappello russo oltre il confine già il 20 maggio.