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Oltre 200 droni contro le infrastrutture ucraine. Kiev: "Manca il 10% all'intesa, quello cruciale". La Cia smentisce il Cremlino
Dopo settimane di intensi negoziati, Mosca e Kiev rimangono lontane dalla pace. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sostiene di essere "al 10%" da un accordo con la Russia, ma allo stesso tempo avverte che le questioni più importanti rimangono irrisolte e che il suo Paese desidera la fine del conflitto, ma non "a qualsiasi costo". Un'intesa, ripete, necessita di forti garanzie di sicurezza per impedire alla Russia di invadere nuovamente, poi accusa Mosca di "portare deliberatamente avanti il conflitto nel nuovo anno", con oltre 200 droni lanciati principalmente contro le infrastrutture energetiche ucraine.
La Russia, da parte sua, ritiene Kiev responsabile dell'attacco con i droni nella parte occupata della regione di Kherson, che ha ucciso almeno 24 persone che stavano festeggiando il Capodanno. Secondo il governatore nominato da Putin, Vladimir Saldo, "il nemico" ha lanciato tre droni che hanno colpito un caffè e un hotel sulla costa del Mar Nero a Khorly, dove "i civili stavano festeggiando l'ultimo dell'anno". Nelle immagini che ha pubblicato su Telegram si vedono un edificio distrutto dalle fiamme, cumuli di macerie e corpi carbonizzati. Il ministero degli Esteri di Mosca accusa l'Ucraina di aver compiuto un "attacco terroristico", chiede alle organizzazioni internazionali di condannarlo e minaccia "conseguenze appropriate", sottolineando che Kiev vuole "sabotare deliberatamente qualsiasi tentativo di trovare una soluzione pacifica al conflitto". È la seconda volta in pochi giorni che la Russia accusa l'Ucraina, dopo la denuncia del raid contro una residenza di Vladimir Putin nella regione di Novgorod.






