"Sono contento di non essere il travel planner di Putin, perché ha bisogno di ottenere il permesso per sorvolare certi Paesi. Non voglio fare supposizioni su come andrà a finire, ma sono contento di non essere responsabile dei piani. Se Putin dovesse atterrare, ci dovrebbero essere le logiche conseguenze, dato che è un ricercato dalla Corte penale internazionale. Se l'Ungheria non lo facesse, non sarebbe d'aiuto. Allo stesso tempo, è triste dirlo ma nessuno si sorprenderebbe se gli ungheresi non arrestassero Putin. Tutti se lo aspettano",

Così una fonte Ue, che ha parlato di tutti i problemi giuridici che l'incontro tra Putin e Trump in un Paese europeo comporterà sia per Viktor Orban che per lo stesso zar. "L'Ungheria viola i suoi obblighi, non è la prima volta", lo ha fatto con Benjamin Netanyahu. "Tuttavia, è in quel momento che violeremmo i nostri obblighi. Quindi, sì, è problematico", ha spiegato la fonte, precisando che è ancora prematuro discutere di revocare le sanzioni Ue a Putin per permettere il vertice con Trump a Budapest e che ci sono "molti fattori politici" in ballo. Quanto alla Cpi va ricordato che il ritiro annunciato lo scorso aprile da Orban dallo Statuto di Roma non è retroattivo e avrà effetti solo dopo un anno. Insomma, la Ue si "ribella" all'incontro, in barba alla concreta possibilità che possa rivelarsi uno snodo fondamentale per arrivare a una pace in Ucraina.