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Ultimo aggiornamento: 17:46

Dopo l’annuncio di Donald Trump è arrivata anche la conferma del Cremlino. Il presidente Usa e Vladimir Putin hanno espresso e confermato la loro volontà di tenere un vertice a Budapest, in Ungheria, per provare a chiudere la guerra in Ucraina. Prima, comunque, “la questione sarà discussa tra il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov e il segretario di Stato statunitense Marco Rubio”, ha sottolineato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. Dopo il faccia a faccia ad Anchorage – in Alaska (quindi in territorio statunitense) – il nuovo incontro si dovrebbe pertanto tenere a casa di Viktor Orbán. Un salto di livello essendo l’Ungheria uno Stato membro dell’Unione europea. Aspetto che complica, e non di poco, l’organizzazione del summit, in particolare per due questioni: il mandato d’arresto contro Putin emesso dalla Corte penale internazionale e, soprattutto, il rebus sulla rotta che l’aereo – con a bordo il presidente russo – dovrà seguire per raggiungere l’Ungheria, evitando lo spazio aereo di tanti Stati apertamente ostili a Mosca.

L’incognita della rotta dell’aereo – È stato lo stesso Peskov a sottolineare che “non è ancora chiara” quale sarà la logistica del volo di Putin per Budapest. Ad agosto, per raggiungere l’Alaska, l’aereo di Stato russo ha attraversato solamente il suo spazio aereo nazionale, lo Stretto di Bering, per poi sorvolare il territorio statunitense scortato dagli F-35 dell’Aeronautica Usa. In questo caso, invece, tutto è più complesso. Per raggiungere l’Ungheria è necessario sorvolare diversi Stati. Per questo molte rotte sono già escluse a priori: sembra essere escluso che l’areo di Putin possa attraversare lo spazio aereo di Paesi ostili alla Russia come come le Repubbliche baltiche, la Polonia o la Romania. La più veloce e diretta sarebbe la rotta che conduce all’Ungheria passando dall’alleata Bielorussia e dall’Ucraina: ma il sorvolo del Paese in guerra con la Russia è ovviamente irrealistico. In un’intervista a Izvestia, il politologo Ivan Mezyuho ha indicato come “opzione più probabile” quella di evitare i Paesi Ue: in pratica passare dal Mar Nero, attraversare la Turchia (Paese Nato ma non certo ostile), sorvolare il Mediterraneo e poi raggiungere l’Ungheria attraversando lo spazio aereo di Montenegro o Albania e Kosovo e, infine, quello della Serbia. Un percorso insolito ma non improbabile: basti pensare alla recente strana rotta del volo di Benjamin Netanyahu per raggiungere gli Stati Uniti (che ha evitato Spagna e Francia, ma sorvolato Italia e Grecia).