Il tema vero che divide è la rotta che seguirà il jet con a bordo Vladimir Putin per andare da Mosca a Budapest. C'è il divieto imposto ai velivoli russi di entrare nello spazio aereo dell'Unione, cui sono però previste deroghe che vanno decise a livello nazionale. E se un Paese come la Polonia difficilmente aprirebbe la strada al jet presidenziale del Cremlino e ai caccia che lo scorteranno, la Bulgaria potrebbe mostrarsi più accomodante. La rotta più breve e "meno problematica" potrebbe passare attraverso passerebbe Bulgaria e Serbia. Un altro ostacolo che viene sollevato in queste ore è il mandato di arresto spiccato dalla Corte penale internazionale nei confronti di Putin. Il premier ungherese, Viktor Orban, disconosce la Cpi e la sua giurisdizione: aveva già ospitato nei mesi scorsi un altro ricercato, il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Ma formalmente la notifica di ritiro sarà valida solo trascorso un anno, quindi da giugno. Il mandato di conseguenza rimane valido se Trump e Putin, come programmato, si incontreranno tra due settimane. La Corte, dal canto proprio, insiste sulla necessità di eseguire il provvedimento. Nel frattempo il primo ministro ungherese Viktor Orban si va preparando per il summit: "Budapest è l'unica sede in Europa adatta per un vertice di pace tra Stati Uniti e Russia. Grazie a una leadership di lunga data a favore della pace e a partnership affidabili, offriamo un contesto sicuro e politicamente stabile. Possono contare su di noi". Il ministro degli Esteri Peter Szijjarto ha assicurato che il Paese favorirà le condizioni per l'arrivo del leader del Cremlino.