Tre anni al 2,6%, due all’3,1% e infine altri due al 4%. Sono questi i numeri chiave scritti nelle pagine del calendario del nuovo BTp Valore, il titolo di Stato per famiglie e piccoli investitori che sarà in offerta da lunedì 20 fino a venerdì 24 ottobre. Un’altra cifra completa l’almanacco: è lo 0,8% del premio fedeltà finale, riservato a chi acquisterà il BTp nella settimana del collocamento e lo terrà sul proprio conto titoli fino alla scadenza dell’ottobre 2032. Il confronto con i rendimenti dei Btp ordinari suggerisce un certo grado di “generosità” nella sequenza dei rendimenti costruita dal Tesoro: perché il 2,6% triennale si confronta con il 2,16% offerto oggi dai BTp ordinari a scadenza analoga, che sui cinque anni arrivano al 2,6% mentre sui sette anni offrono il 2,98%. Il BTp Valore prospetta invece un rendimento medio del 3,15%, che sale al 3,26% con il premio fedeltà.

Scenario tranquillo

Il Tesoro ha comunicato i rendimenti minimi garantiti, che come sempre potranno essere confermati o ritoccati al rialzo nel caso (improbabile) in cui nei giorni dell’emissione i titoli italiani dovessero abbandonare il cammino in discesa percorso nelle ultime settimane. Anche di questa dinamica tranquilla bisogna tener conto per valutare le cifre indicate da Via XX Settembre: perché il rendimento del decennale italiano viaggia poco sopra il 3,35%, 16 punti base sotto i livelli di inizio settimana e ai minimi dal dicembre scorso. La legge di bilancio che da lunedì comincerà il proprio percorso parlamentare, sostanzialmente priva di misure finanziate in deficit, conferma la ferrea disciplina fiscale che il Governo Meloni si è imposto per rispettare i parametri europei e tenere a bada un debito che ancora deve scontare l’abbuffata del Superbonus: al netto delle incognite pesanti come sempre offerte dallo scenario internazionale, dunque, non è facile prevedere forti rialzi almeno nel breve termine.