Una ricerca dell’Università di Bristol, pubblicata su Science, ha rivelato che le formiche nere (Lasius niger) modificano attivamente la struttura dei loro nidi per limitare la diffusione di malattie all’interno della colonia. Grazie a sofisticate tecniche di micro-tomografia, gli scienziati hanno osservato che le formiche esposte a patogeni ridisegnano i tunnel e gli ingressi dei nidi, allontanando le aree più vulnerabili. È la prima evidenza che un animale non umano adatta la propria architettura ambientale per difendersi dalle infezioni.

Un nuovo livello di “immunità sociale”

Le formiche, note per le loro complesse strutture sociali e comportamentali, si dimostrano ora anche abili “architette della salute”. Lo studio condotto dal team di Nathalie Stroeymeyt e Luke Leckie dell’Università di Bristol ha mostrato che le colonie esposte a patogeni fungini modificano la disposizione interna dei loro nidi, aumentando la distanza tra ingressi e riducendo i collegamenti diretti tra camere.

Come si legge nello studio, “l’esposizione ai patogeni ha portato a cambiamenti architettonici, tra cui una crescita più rapida del nido, un aumento della distanza tra gli ingressi e una riduzione della centralità delle camere”. Questi adattamenti si sono rivelati efficaci nel diminuire la probabilità di contagio tra individui.