Nel film, Pilar Fogliati è Lea, una giovane donna che trasforma il tradimento in una ricerca interiore: "Scopre che il suo compagno la tradisce e potrebbe reagire come tutti, arrabbiarsi, vendicarsi. Invece lo vive come un'occasione per capire se stessa e cosa significa tradire. Non giudica il bene o il male, e neppure il film lo fa. Si chiede piuttosto: cosa si prova a essere come quelli che tradiscono? Cosa sognano davvero?". Accanto a lei, Valeria Golino offre un ritratto di straordinaria maturità nel ruolo di Cecilia: "La doppia essenza e funzionalità di Cecilia era molto interessante per me, perché è l'antagonista ma anche la mentore. È più spregiudicata e libera, forse più coerente. Vive come crede sia giusto e senza sensi di colpa". Golino descrive il personaggio come "una donna che dice alla protagonista le cose che le serviranno per cambiare, che fa da detonatore alla sua trasformazione".