Tra i professionisti non si può trascurare nemmeno il minimo dettaglio. Ed è per questo che la Dolomiti Bellunesi ha scelto di affidarsi a un team di nutrizionisti per migliorare il rendimento sul campo, partendo da ciò che arriva a tavola. Un progetto che conferma la visione del club: curare ogni aspetto, anche quello invisibile, per trasformare la scienza dell'alimentazione in prestazioni di alto livello.

A guidare il lavoro saranno due professioniste: Anna Rita Proietti, medico dietologo, e Chiara Pivetta Stefani, biologa nutrizionista. «Lavorare nello sport -spiega la dottoressa Proietti- mi permette di unire la mia professione a una grande passione, quella per il calcio. Un'alimentazione adeguata non serve solo a mantenere la salute e prevenire patologie: è anche una leva decisiva per migliorare la performance e il benessere complessivo dell'atleta».

Nel calcio, la nutrizione è ormai una vera strategia scientifica: non più un semplice supporto, ma un pilastro che completa la preparazione tecnica e medica. «La chiave -continua Proietti- è garantire un'alimentazione mirata ed equilibrata, che risponda alle esigenze energetiche e metaboliche di ciascun giocatore. Dalla corretta distribuzione dei nutrienti al timing dei pasti, in base ad allenamenti e partite». Un aspetto cruciale, spesso sottovalutato, è l'idratazione, che incide direttamente sul rendimento e sulla prevenzione degli infortuni. I fabbisogni nutrizionali cambiano costantemente, a seconda dell'intensità degli allenamenti, del ruolo e delle caratteristiche individuali: «Ogni atleta -sottolinea- è un caso a sé, e la dieta deve adattarsi di conseguenza».