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16 OTTOBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 16:45
“Se ritengo che ci siano condizioni non sicure, chiamerei Gianni, il capo della Fifa che è fenomenale, e gli direi: ‘Spostiamoci in un’altra città’, e loro lo farebbero“. Donald Trump torna sul tema sicurezza ai Mondiali, sulla volontà di spostare le partite dalle città “non sicure” e imbarazza la Fifa, chiamando in causa il suo numero uno, Gianni Infantino. Il presidente degli Usa – nelle sue ultime dichiarazioni durante l’incontro con il presidente argentino Javier Milei – ha fatto valere il rapporto di amicizia che lo lega a Infantino, per sostenere che con una semplice telefonata sarà in grado di spostare la sede di alcune partite dei prossimi Mondiali 2026, che si svolgeranno a giugno-luglio 2026 tra Stati Uniti, Canada e Messico. Trump solo qualche giorno fa aveva invitato proprio Infantino a Sharm el-Sheikh, nell’incontro per suggellare l’accordo di tregua per Gaza al quale hanno partecipato i più importanti leader mondiali.
La Fifa – imbarazzata e “obbligata” a rispondere dopo parole così nette – ha rilasciato una sola, generica e superficiale dichiarazione qualche ora dopo: “La sicurezza è una priorità assoluta per tutti gli eventi FIFA nel mondo. Queste sono naturalmente responsabilità dei governi, che stabiliscono le misure più appropriate per garantire la sicurezza pubblica. Ci auguriamo che ciascuna delle nostre 16 città ospitanti sia pronta a ospitare l’evento con successo e a soddisfare tutte le condizioni richieste“.







