Il leader nazionalista serbo-bosniaco Milorad Dodik ha confermato che il referendum col quale intende chiedere il sostegno popolare e contro le ingerenze straniere in Republika Srpska, l'entità a maggioranza serba della Bosnia-Erzegovina (BiH), e che era previsto inizialmente per il 25 ottobre, si terrà ma in un'altra data, con tutta probabilità il 9 gennaio prossimo, nel giorno della Festa nazionale dell'entità.

"Per il popolo serbo è importante tenere un grande e storico referendum nel quale affermare che non abbiamo mai accettato l'intervento straniero", ha detto Dodik in un'intervista oggi al quotidiano belgradese Vecernje Novosti.

Il riferimento all'intervento straniero è diretto principalmente all'Alto rappresentante internazionale in Bosnia-Erzegovina, il tedesco Christian Schmidt, un figura che Dodik e l'intera entità serbo-bosniaca ritiengono illegittima e all'origine della grave crisi politico-istituzionale nel Paese balcanico. Schmidt è ritenuto da Dodik all'origine di tutti i provvedimenti a lui ostili, da ultimo la conferma della condanna a un anno di carcere e sei anni di interdizione da ogni incarico politico (per disobbedienza all'Allto rappresentante), e la conseguente revoca del suo mandato di presidente della Republika Srpska. Con il referendum, da lui annunciato a fine agosto, Dodik intende chiedere con un quesito ai serbo-bosniaci di contestare le continue decisioni ritenute a lui ostili adottate dall'Alto rappresentante, dal tribunale di Sarajevo che lo ha condannato e dalla commissione elettorale centrale che lo ha privato del mandato presidenziale, convocando per il 23 novembre prossimo nuove elezioni presidenziali in Republika Srpska. Nei giorni scorsi Dodik aveva detto che sul referendum si terrà prima una apposita seduta del parlamento dell'entità, evocando il 9 gennaio come possibile nuova data della consultazione. Oggi la conferma. Nell'intervista odierna il leader serbo-bosniaco è tornato ad accusare la componente musulmana della Bosnia-Erzegovina (concentrata nell'altra entità, la Federazione croato-musulmana) di voler accentrare il potere decisionale nelle sue mani, con l'appoggio dell'Occidente, facendo della BiH uno stato di orientamento islamico al centro dell'Europa.