Il referendum annunciato dal leader nazionalista serbo-bosniaco Milorad Dodik per chiedere il sostegno popolare e contro le ingerenze straniere in Republika Srpska (Rs), l'entità a maggioranza serba della Bosnia-Erzegovina (BiH), con tutta probabilità non si terrà.

La consultazione era stata annunciata da Dodik la scorsa estate inizialmente per il 25 ottobre, e successivamente a seguito delle pressioni internazionali spostata al prossimo 9 gennaio, giorno della Festa nazionale dell'entità serba.

Ma di referendum il leader serbo-bosniaco non ha più parlato. Dodik aveva deciso di rivolgersi alla popolazione dopo la sua condanna a un anno di reclusione e sei anni di interdizione da ogni attività politica per disubbidienza reiterata alle delibere dell'Alto rappresentante internazionale in BiH Christian Schmidt. Condanna (il carcere era stato commutato in una multa pari a 18 mila euro) che aveva portato alla revoca del mandato di Dodik quale presidente della Republika Srpska. Il quesito del referendum è il seguente: 'Accettate le decisioni dello straniero non eletto Christian Schmidt e le sentenze incostituzionali del tribunale di Bosnia-Erzegovina contro il presidente della Republika Srpska, nochè la decisione della commissione elettorale centrale di revocare il mandato del presidente della Rs Milorad Dodik?' Una tale decisione sul referendum è peraltro contraia alla costituzione della BiH, che non prevede la possibilità per le entità di indire autonomamente consultazioni popolari sulle decisioni delle istituzioni statali di BiH. Sarebbe questa la motivazione che avrebbe indotto Dodik a rinunciare al referendum. Il leader serbo-bosniaco ha al tempo stesso confermato la celebrazione solenne della festa della Republika Srpska, rirenuta illegittima e incostituzionale dall'Alta Corte di BiH.