La Asl di Pescara parla di "sostanza urticante" ancora da identificare, ma esclude che a fare scattare l'allarme di questa mattina al Liceo Marconi della città adriatica sia stata la dispersione di ammoniaca o di metano. Primo - spiegano - perché l'istituto, contrariamente alle prime informazioni diffuse, è privo di laboratorio chimico. Secondo, come precisato anche dal Comune e dalla Provincia, perché la scuola non è riscaldata da un impianto termico autonomo, ma dall'elettricità.
Resta dunque da capire cosa abbia mandato al pronto soccorso 5 persone, di cui quattro studenti e una insegnate, per problemi respiratori, forti bruciori agli occhi e costretto il resto degli allievi e del personale dell'istituto a cercare riparo all'esterno prima dell'arrivo dei Vigili del fuoco.
Insomma, tanto panico ma nessuna conseguenza seria al momento, in attesa che dai laboratori dell'Arta (l'Agenzia regionale per la tutela ambientale) si faccia chiarezza sulla sostanza che ha creato il caos all'orario di ingresso di una scuola di moderna costruzione che ospita, nei suoi tre complessi, più di 1.600 studenti disseminati nei vari corsi umanistici, linguistici e scientifici.
Così, mentre il sindaco Carlo Masci ha emesso una ordinanza di chiusura immediata dell'istituto, almeno per le prossime 24 ore, inizia a prendere corpo l'ipotesi della "bravata" di uno studente dello stesso liceo: il lancio nelle aule di sostanze urticanti. Un anticipo del Carnevale o di Halloween? Tutto, come spiega il dirigente della Provincia Marco Scorrano, è avvenuto pochi minuti dopo l'ingresso a scuola, intorno alle 8, ma avrebbe riguardato soltanto tre aule del Marconi: «Al suono della campanella alcuni ragazzi dell'aula 18 hanno sentito un odore strano proveniente da una sostanza che ha causato fenomeni urticanti alle alte vie respiratorie. Immediatamente - spiega ancora il dirigente - la scuola è stata evacuata, i ragazzi sono stati trasferiti nel piazzale in attesa dei Vigili del fuoco. che hanno rilevato una quantità di questa sostanza non ancora specificata all'interno delle aule 18, 19 e 20. In tutte le altre non sono state invece rilevate sostanze. Ripeto - è l'altra puntualizzazione - che questo edificio non è dotato di impianto termico a gas metano, né di laboratorio chimico, come è stato riferito da altri». Un racconto confermato dalla stessa dirigente scolastica del Marconi, Giovanna Ferrante: «Al momento non sappiamo ancora cosa sia successo. Abbiamo iniziato tranquillamente le lezioni quando abbiamo avvertito un odore che ci ha disturbato e chiamato prontamente il 118, i Vigili del fuoco, il Comune e la Provincia». Nessuno lo dice apertamente ma, assieme alle indagini di laboratorio affidate all'Arta, ne scatterà adesso una interna alla scuola a caccia del "colpevole" di tanto caos. Roba da far bruciare davvero gli occhi.











