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Ultimo aggiornamento: 15:00

Non è stata colpa dell’ammoniaca e l’indiziato numero uno non è neanche il sistema di climatizzazione. Gli accertamenti per appurare che tipo di sostanza si sia sprigionata all’interno del liceo Marconi di Pescara, provocando l’intossicazione di diverse persone e sei ricoveri in codice verde, non sono stati finora in grado di ricostruire le cause dei malanni accusati. Dopo le prime verifiche dei vigili del fuoco, sul posto sono intervenuti i tecnici dell’Agenzia regionale per la Protezione ambientale, che da una parte dovranno accertare l’origine del fenomeno, dall’altro dovranno confermare che l’emergenza, come sembra, è cessata.

Gli esperti dell’agenzia – il distretto intervenuto è quello di Chieti, competente per territorio – hanno campionato delle sacche d’aria: i risultati dovrebbero essere pronti nell’arco di 24 ore. L’episodio ha interessato la palazzina ‘A’ dell’istituto e, in particolare, le aule 18, 19 e 20. Stando a quanto appreso, sembra che la sostanza non si sia diffusa attraverso l’impianto di climatizzazione, come inizialmente riferito nell’ordinanza con cui il Comune ha disposto la chiusura della scuola che è stata evacuata.