Quando Nole vinceva il suo primo Slam a Melbourne in finale con Tsonga, dopo aver fatto fuori il giorno prima Federer, il piccolo Jannik a San Candido andava a lezione di tennis dal maestro Andreas Schönegger, ma sognava di diventare un calciatore o il nuovo Gustav Thoeni. Sono trascorsi 18 anni. Stasera, non prima delle 20 italiane (su Netflix), i due si ritrovano di fronte nella milionaria esibizione saudita ribattezzata Six Kings Slam: Novak Djokovic ci è arrivato forte di un cv che nel frattempo è salito a 24 Slam, contro i 4 di Sinner, che ieri sera ha strapazzato il greco Tsitsipas.
Le semifinali tra Sinner e Nole, un classico
Per il serbo, la parola «semifinale» associata all’azzurro dai capelli rossi è un po’ come l’aglio per i vampiri: negli ultimi 2 anni ne ha perse 4 consecutive con l’attuale numero 2 del mondo, dalla Davis del 2023 a Wimbledon dello scorso luglio, passando per gli Australian Open 2024 e l’ultimo Roland Garros (ci sarebbe pure la finale 2024 a Shangai). In queste 5 sconfitte, Djoko ha racimolato 2 set su 15 ed è andato sempre a secco in questa stagione: Jannik gioca per molti versi un tennis speculare al suo, ma ancora più potente e rapido. Eppure, alla vigilia è proprio l’italiano a mettere le mani avanti: «Djokovic è fisicamente in gran forma, col caldo si trova a meraviglia e questo è un incontro da 2 set su 3: varia molto il gioco, mentalmente è uno dei più forti del circuito. Cercherà di sorprendermi tatticamente, sarà un incontro molto duro e – speriamo - spettacolare».












