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17 OTTOBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 11:34
Come sempre, saranno loro due. Jannik Sinner e Carlos Alcaraz si ritrovano di fronte in ogni finale, che valga la gloria di uno Slam oppure un assegno da capogiro messo in palio dai ricchi sauditi. L’ultimo atto del Six Kings Slam, in programma sabato 18 ottobre a Riyad, non vale nulla per le statistiche, per la classifica Atp e per la storia dello sport. È un’esibizione di lusso, che mette in palio “solo” 6 milioni di dollari. Ovviamente è una provocazione: la cifra è mostruosa, la più alta mai vista per un torneo di tennis. Ma è per ribadire che il risultato sportivo non avrà nessun impatto, se non sul portafoglio già stracolmo di Sinner e Alcaraz. L’unico spunto utile potrebbe arrivare dal gioco: per l’azzurro può essere un ottimo banco di prova per testare alcune novità.
Il Six Kings Slam, alla sua seconda edizione (la prima è stata vinta proprio da Sinner) è un evento pensato per il pubblico e lo sportwashing dell’Arabia Saudita. Sei top player invitati, partite dal ritmo elevato ma senza posta in gioco reale, se non quella economica: 1,5 milioni di dollari per ogni partecipante e 4,5 milioni al vincitore, per un totale di 6 milioni di dollari. In semifinale Sinner ha travolto Novak Djokovic con un eloquente 6-4, 6-2 in poco più di un’ora. Il serbo non ha certo dato l’anima, ma ha comunque riconosciuto la superiorità dell’azzurro: “Sinner è come un treno in corsa, spacca la palla”, ha detto dopo il match. Alcaraz invece ha superato Taylor Fritz con lo stesso punteggio (6-4, 6-2).












