"Siamo alla fine di questo lungo dibattimento, e le contestazioni a carico di Gualandi trovano conferma.
Le indagini e il processo sull'omicidio di Sofia Stefani rispetto ad altri casi non devono identificare l'autore del fatto, su questo non c'è dubbio, l'obiettivo è far luce sul dolo, sulla colpa, o sulla preintenzione.
Gualandi ha esploso il colpo, l'ha detto, ma ha sostenuto che si sia trattato di un incidente. Dichiarazioni che non hanno convinto il Gip, il Tribunale delle Libertà e la Cassazione, perché illogiche.
Gualandi si è fatto interrogare dalle parti e per il pubblico ministero la sua posizione è peggiorata, ha introdotto elementi ai limiti della fantasia e anche oltre".
Lo ha detto la procuratrice aggiunta Lucia Russo, nel corso della sua requisitoria durante il processo, davanti alla Corte d'Assise di Bologna, che vede imputato Giampiero Gualandi, 63enne ex comandante della Polizia Locale di Anzola Emilia (Bologna), per l'omicidio volontario aggravato (dai futili motivi e dal legame affettivo) della collega Sofia Stefani, 33 anni, con cui aveva una relazione extraconiugale.







