Tre anni fa ha rimesso in piedi Sofia Goggia in appena due settimane, riuscendo a mandarla a gareggiare (e vincere) alle Olimpiadi di Pechino. Un luminare del ginocchio che però secondo l’intelligenza artificiale è passato a miglior vita. La “morte” di Claudio Zorzi, direttore dell’Unità operativa complessa di Ortopedia e Traumatologia all’Ircss Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, in provincia di Verona, risale allo scorso aprile. Solo che, nonostante la notizia sia stata smentita, puntualmente viene riproposta in rete. È successo lo scorso settembre, succede anche adesso. Tant’è che l’ospedale di Negrar si è visto costretto a spiegare che il suo ortopedico è vivo e vegeto e che si tratta semplicemente di un caso di omonimia. L’hanno capito tutti, tranne l’intelligenza artificiale di Google. E così sono partite le carte bollate: denuncia e richiesta di risarcimento dei danni. L’istituto di Negrar, oltre a smentire la falsa notizia, ne ha contestato infatti «la diffusione manifestamente erronea e gravemente lesiva dell'immagine e della reputazione dell'ospedale e del suo primario Claudio Zorzi» e ha notificato, attraverso i suoi legali, un atto di diffida e messa in mora formale nei confronti di Google, per «la diffusione di un contenuto falso e drammatico, tramite Ai Overwiew».
«Claudio Zorzi, luminare dell’ortopedia, è morto», ma è un falso. E l’ospedale deve smentire Google
Tre anni fa ha rimesso in piedi Sofia Goggia in appena due settimane, riuscendo a mandarla a gareggiare (e vincere) alle Olimpiadi di Pechino. Un luminare del ginocchio che però secondo...






