Milano, 15 ott. (askanews) – Eataly compie un ulteriore passo in avanti nel piano di sviluppo dei suoi prodotti a marchio. E questa volta non lo fa allargando le categorie di prodotto ma presentando un progetto che riguarda la sostenibilità e la tracciabilità delle filiere. Si parte dalla pasta con il progetto Eataly alla radice, ma in cantiere c’è la sua estensione anche alle filiere di altri prodotti, iniziando da quelli prossimi alla pasta, come l’olio o i sughi.

Promosso da Eataly con il coordinamento scientifico di Università di Palermo e Slow Food Italia e verificato dall’ente certificatore Rina, questo progetto punta promuovere in modo trasparente qualità, tracciabilità e identità di una selezione di quattro formati di pasta a marchio Eataly. Si ispira ai principi dell’agroecologia, un insieme di pratiche e sistemi agricoli che ha l’obiettivo di migliorare la resilienza climatica, la salute del suolo e dell’acqua, la biodiversità, e i servizi ecosistemici, attraverso la diversificazione delle colture, la conservazione del territorio e l’adozione di sistemi integrati quali agroforestazione o rotazioni. Al centro di tutto questo c’è il disciplinare tecnico di filiera, validato da Rina che ha anche condotto gli audit in campo. Esso adotta un approccio incrementale ed evolutivo, per guidare le aziende fornitrici in un percorso di miglioramento continuo.