I ritardi nella transizione energetica rischiano di costare 137 miliardi di euro entro il 2050, oltre 5 miliardi l’anno, secondo il nuovo rapporto Rinnovabili 2025 dell’Osservatorio Oir di Agici, dal titolo eloquente: “Quanto costa restare fermi? I costi del Non Fare le rinnovabili”.
Lo studio, presentato il 10 ottobre a Milano presso la Fondazione Cariplo, quantifica gli impatti economici, ambientali e occupazionali del mancato raggiungimento degli obiettivi del Pniec 2024, che prevede 131 GW di capacità rinnovabile al 2030. Oggi il Paese si ferma a 74 GW, dopo un’accelerazione nel 2024 (+7,5 GW, quasi interamente fotovoltaici), ma con un rischio concreto di 17 GW di gap rispetto ai target.
Il costo dell’inazione si tradurrebbe in un maggiore consumo di 233 miliardi di metri cubi di gas naturale, 10 milioni di tonnellate di olio combustibile, 700 mila tonnellate di carbone e 585 milioni di tonnellate di CO2 in più al 2050. Non solo: si perderebbero 342.480 posti di lavoro potenziali, in un settore che – al contrario – potrebbe generare sviluppo diffuso, soprattutto nelle aree periferiche del Paese.
“Gli impianti Fer non nascono nei grandi centri urbani, ma nei territori più fragili, dove la transizione può diventare leva di crescita e occupazione qualificata”, ha ricordato Marco Carta, ad di Agici.






