Il nuovo Patto per il Mediterraneo - che sarà presentato domani ai Med Dialogues di Napoli - "innanzitutto è un segnale molto importante che l'Europa sta tornando a guardare a sud, verso la regione del Mediterraneo che negli ultimi anni è stata attraversata da grandi sfide ma anche da grandi opportunità.

Il patto esprime la volontà di lavorare attraverso dei partenariati con i Paesi del Mediterraneo: cambia l'approccio da cooperazione a partenariato, ed è un test per verificare la credibilità europea".

Lo ha detto all'ANSA Giulia Giordano, direttrice Mediterranean & Global Strategy di Ecco, think tank italiano dedicato alla transizione energetica e al cambiamento climatico.

"Il patto consiste di tre pilastri fondamentali: uno ruota attorno alle persone, quindi principalmente incentrato alla formazione; un altro all'economia e infine il pilastro della sicurezza", ha spiegato Giordano. "Oggi è fondamentale parlare di Mediterraneo, siamo al centro di una regione che è hotspot del cambiamento climatico e pensiamo che il patto debba integrare la questione della sicurezza e i rischi climatici che pensiamo siano un elemento di instabilità sempre maggiore: lo vediamo ogni giorno con impatti che si manifestano in tutto il Mediterraneo".