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Ultimo aggiornamento: 13:21
Cinque medici dell’ospedale Bambino Gesù andranno a processo per la morte di Giacomo Saccomanno, il bimbo di due anni deceduto il 3 gennaio 2019 a cui, secondo l’accusa, era stato impiantato in modo errato un pacemaker. Il giudice per l’udienza preliminare Roma ha disposto il rinvio a giudizio per omicidio colposo. Sul caso era stata avviata una prima inchiesta, poi archiviata. Ma successivamente, sulla base di ulteriori elementi portati all’attenzione dei magistrati, era stato aperto un nuovo fascicolo nei confronti dei medici. Dopo la richiesta di rinvio a giudizio, un diverso pm in aula nel corso dell’udienza preliminare aveva invece sollecitato il non luogo a procedere o una perizia. Oggi il gup ha però disposto per tutti i medici il processo, che inizierà il 19 novembre davanti alla IX sezione del Tribunale di Roma.
Il piccolo, nato a Rosarno e affetto dalla nascita da una grave patologia cardiaca, era stato sottoposto a un intervento al centro cardiologico pediatrico Mediterraneo dell’ospedale Bambino Gesù del San Vincenzo di Taormina. Il bimbo, mentre si trovava in Calabria, era stato trasferito poi a Roma, dove è deceduto. Secondo l’accusa, i medici dell’ospedale romano intervennero con “macroscopico ritardo“, e vennero “mal posizionate le cannule arteriosa e venosa a sinistra del collo al paziente” che versava in “arresto cardiocircolatorio prolungato”. Da parte dei medici indagati, secondo la procura, ci fu “negligenza, imprudenza ed imperizia”. Nel procedimento i genitori e i nonni del bimbo sono parti civili e parti offese, assistiti dagli avvocati Jacopo Macrì e Domenico Naccari.






