PADOVA - C'è ancora tanta rabbia nella voce di Tatiana e di Christian. Rabbia perché «non doveva succedere», perché «non si può morire così, sul lavoro». Nessuna accusa diretta, né alle forze dell'ordine né alle persone che hanno causato l'esplosione, ma un sentimento profondo di ingiustizia e frustrazione.
Tatiana e Christian sono i due figli di Sandra Botton e di Valerio Daprà, uno dei tre carabinieri morti la notte tra lunedì e martedì a Castel D'Azzano, in provincia di Verona, mentre perquisivano un casolare di campagna già pignorato.
La notizia è arrivata alla Paltana, dove Daprà abitava con la compagna Sandra, verso le 6.30 del mattino: una telefonata che ha gelato il sangue della donna. Poche ore dopo, la notizia era su tutti i telegiornali e proprio dai media la famiglia ha potuto apprendere i dettagli dell'accaduto. «Mamma mi ha chiamato la mattina prestissimo racconta Tatiana e mi sono precipitata da lei». La coppia viene da precedenti matrimoni ma aveva ricostruito insieme una famiglia allargata e felice, solidissima negli affetti: Valerio a Sandra abitavano in una tranquilla via della Paltana, e Tatiana, figlia di Sandra, poco distante. Christian, invece, è figlio di Valerio e vive ad Anzio. Ma i due ragazzi si considerano fratelli a tutti gli effetti.















