Il luogotenente carica speciale Marco Piffari, il carabiniere scelto Davide Bernardello e il brigadiere capo qualifica speciale Valerio Daprà. Sono loro i tre militari rimasti uccisi questa mattina, nel tentativo di eseguire uno sfratto in un casolare di Castel D’Azzano, nel Veronese; travolti dall’esplosione innescata da una bombola del gas manomessa dai tre fratelli che vivevano nell’edificio.

Era la terza volta: già nell’ottobre del 2024 i fratelli Ramponi avevano terrorizzato l’ufficiale giudiziario che si era presentato alla loro porta, saturando di gas le stanze del casolare; un mese dopo, al nuovo tentativo di sfratto, uno di loro si era cosparso di benzina, minacciando di darsi fuoco. Questa mattina, i fratelli si sono trincerati in cantina; mentre i carabinieri, appena aperta la porta dell’abitazione, sono stati travolti dall’esplosione.

Verona, esplosione durante lo sgombero di un casolare: i resti della palazzina distrutta

Esplosione di Castel d’Azzano, i fratelli ci avevano già provato due volte. In casa un “arsenale”

Marco Piffari aveva 56 anni e viveva a Trebaseleghe, in provincia di Padova. Arruolato nel 1987, era comandante della squadra operativa supporto del battaglione mobile di Mestre.