Si è concluso nella notte l'"evento complesso" che era stato attivato dal direttore generale della centrale operativa sanitaria Sores Fvg, Giulio Trillò, quando sono scoppiati i disordini in centro a Udine al termine della manifestazione Pro Pal indetta in concomitanza con la partita Italia-Israele.

La macchina dei soccorsi era imponente e si è occupata di una dozzina di feriti: si tratta di due giornalisti e di una decina di appartenenti alle forze dell'ordine.

Il reporter del Local Team ha rimediato traumi gravi, mentre le altre persone che hanno dovuto ricorrere al Pronto soccorso sono state medicate e dimesse con prognosi di pochi giorni, per ferite lacero contuse provocate dalla sassaiola e dallo scoppio di bombe carta.

Allo stadio c'erano 70 tra medici, infermieri e soccorritori, con 5 ambulanze e la collaborazione della Croce Rossa di Udine.

Per la città erano state approntate 2 ambulanze in più rispetto alla dotazione standard. Nel momento dei disordini si è passati alla gestione come "evento complesso", circostanza che ha portato a fermare la cura e accoglienza di codici bianchi e verdi e a tenere libere il maggior numero di ambulanze.