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La questione della restituzione dei corpi degli ostaggi israeliani morti nella Striscia di Gaza sta avendo effetti sulla solidità dell’accordo per la fine della guerra fra Israele e Hamas. Hamas si era impegnato a restituire i corpi di ventotto ostaggi, ma fra lunedì e martedì ne ha riconsegnati solo otto a Israele, attraverso la Croce Rossa. Il gruppo militare palestinese ha fatto sapere che localizzare e recuperare i corpi è complesso e che l’operazione potrebbe prendere più tempo rispetto ai tre giorni previsti dall’accordo.

Il governo israeliano e le famiglie degli ostaggi hanno denunciato il ritardo come una violazione dei termini dell’accordo. Secondo funzionari israeliani citati da vari media internazionali, il governo israeliano avrebbe deciso di limitare l’ingresso di camion che trasportano cibo e beni di prima necessità nella Striscia e di non aprire il varco di Rafah, al confine fra l’Egitto e la Striscia. Secondo gli accordi, il varco sarebbe dovuto tornare in funzione mercoledì e i camion autorizzati a entrare giornalmente avrebbero dovuto essere 600: verrà permesso l’ingresso solo di 300.

Israele accusa Hamas di non fare tutto il necessario per trovare i corpi degli ostaggi e restituirli alle famiglie, che attraverso il gruppo di sostegno “Forum delle famiglie degli ostaggi” hanno chiesto la sospensione immediata dell’attuazione dell’accordo.